Rivoluzione cristiana

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Edizione critica a cura

di Fulvio De Giorgi

 

 

Questa edizione propone – per la prima volta – il testo originale di Rivoluzione cristiana. Non introduce modifiche che non siano semplici correzioni di evidenti refusi. Indica le varianti con le edizioni postume, che non furono – evidentemente – edizioni «mazzolariane» e quasi potrebbero dirsi semi-apocrife. Dal libro proibito arriviamo, finalmente, al libro ritrovato. «Anche domani, in  qualsiasi regime, il cristiano sarà all’opposizione. Due sono le opposizioni: al male, come quella di oggi verso il fascismo; a un minore bene o a un bene deficiente, per liberare e incitare le energie dell’uomo al continuo e progressivo ascendere verso forme più perfette di vita pubblica o privata ». La «rivoluzione cristiana» di Mazzolari era il paradigma ideale che non capitolava, non si arrendeva, cercava di sorreggere la tensione morale dell’impegno sociale e politico dei cristiani.

 

 

 

 

 

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Preti così

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Edizione critica a cura di

Bruno Bignami 

 
Le meditazioni sono un commento alla preghiera sacerdotale di Gesù di Gv 17. Mazzolari getta uno sguardo alla vita presbiterale e alle attese che racconto vocazione suscita. All’interno del commento a Gv 17, offre una digressione significativa su Mc 1,33-37. Il “«tutti ti cercano» gli servono per evidenziare l’anelito a Cristo, presente in ogni uomo. La domanda di verità è ricerca di Cristo. Dentro a questa dinamica il prete conosce possibilità di annuncio. Si scopre ancora una volta il metodo induttivo di don Primo: far emergere dentro alla realtà i semi del Verbo, le condizioni di possibilità per il cristianesimo.

In questo senso siamo di fronte a una spiritualità dal forte respiro moderno. La fede trova agganci nel cuore umano e non si colloca in un ipotetico mondo astratto.

 

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Il Solco

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Spigolature dai suoi scritti per ogni giorno dell’anno

A cura di

M. Rosaria Spingardi

 

A cinquant’anni dalla morte di don Primo Mazzolari (12 aprile 1959), gli chiediamo di dare ancora un senso alla nostre giornate con questi suoi pensieri, che chiamano per nome ogni mese dell’anno.

Gennaio A mensa con Dio (o della fede)

Febbraio Ribelli autorizzati (o della bontà)

Marzo L’arte dei folli (o dell’amore)

Aprile Sotto l’albero dei violenti (o del dolore)

Maggio Nell’officina degli inutili (o dell’umiltà)

Giugno Tempo di camminare (o della giustizia)

Luglio La tunica dalle maniche larghe (o della generosità)

Agosto In ferie… ma con Dio! (o della fiducia)

Settembre Trenta bacche sull’ulivo (o della pace)

Ottobre A scuola dagli «schedati» (o della testimonianza)

Novembre Naufragio della stanchezza (o della speranza)

Dicembre A cena con i senzatetto (o della solidarietà)

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Viaggio in Sicilia

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“Se si muove la terra si muove la Sicilia. Il resto è solo vaniloquio”.

Don Primo Mazzolari fu in Sicilia nel 1952, a qualche anno di distanza dall’epoca contadina per la terra, e subito dopo gli inizi di quella riforma agraria che avrebbe dovuto incamerane le grandi istanze. Venne in Sicilia da prete, da cattolico popolare impegnato nella questione sociale, e soprattutto da parroco contadino della Val Padana. Ed è il contadino padano che osserva, si pone domande, avanza proposte, in questo libretto, Viaggio in Sicilia, reportage di denuncia e proposta di governo della modernizzazione, al suo apparire rientrò, spiccando per autorevolezza morale, tra le molte voci (allora un vero coro, diremmo oggi, “trasversale”, perché raggruppava le diverse forze, e i migliori in queste) che animavano il meridionalismo incentrato sulla promozione civile e sociale del mondo contadino. Oggi documenta di una tra tante buone volontà frustrate, di una ragionevolezza presto confusa, di un sogno realizzabile sprecato. E alimenta la domanda, prima morale storica, del perché le cose dovettero andare come sono andate.

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Tu non uccidere

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Edizione critica a cura di:

Paolo Trionfini

 

Nel suo «manifesto» pacifista, uscito in forma anonima nel 1955 per evitare provvedimenti ecclesiastici, don Primo Mazzolari condensa una tormentata riflessione sulla guerra, maturata nel fuoco dei drammi del Novecento. Il testo ebbe una forte risonanza nei più disparati contesti culturali e due anni dopo il «parroco d’Italia» ha pubblicato una seconda edizione, sempre in forma anonima, tenendo conto delle reazioni suscitate. Tu non uccidere viene qui proposto per la prima volta in edizione critica, secondo il testo originario, con un ricco apparato di note che aiuta a contestualizzare i passaggi e comprenderne le fonti d’ispirazione, dalla Bibbia al magistero, dalla teologia morale ai fatti di cronaca. Un’ampia introduzione del curatore ricostruisce puntualmente le genesi del testo, collocandolo nel percorso di ricerca della pace che ha accompagnato Il mondo cattolico nel corso del «secolo breve».

Esiste una edizione precedente pubblicata nel 1991 con i tipi della San Paolo a cura di Arturo Chiodi e prefazione di Mons. Loris Francesco Capovilla

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La rivoluzione cristiana

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Edizione Critica a cura di

Fulvio De Giorgi

This edizione Propone – per la prima volta – il testo originale di . Rivoluzione cristiana introdurre modifiche non Che Non Siano Semplici Correzioni di evidenti refusi. Indica le varianti con le edizioni postume, Che non Furono – evidentemente – Edizioni « mazzolariane » e quasi potrebbero dirsi semi – apocrife. Dal libro proibito Arriviamo, finalmente, al libro Ritrovato. « Anche domani, in regime Qualsiasi, il cristiano Sarà all’opposizione. A causa Sono le opposizioni: al maschio, venuto Quella di Oggi Verso il fascismo; un un minore bene oa un bene deficiente, per liberare e incitare le energie dell’Uomo al continuo e progressivo ascendere verso forme perfette Più di vita pubblica o privata » La « rivoluzione cristiana » di Mazzolari era il paradigma ideale Che non si arrendeva, cercava di sorreggere la Tensione morale DELL’IMPEGNO sociale e politico dei Cristiani.

 

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Diario di una primavera

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Presentazione di

Nazzareno Fabbretti

1977

 

Dall’autunno del 1944 alla primavera del 1945 – otto mesi circa – don Primo Mazzolari visse nella propria canonica di Bozzolo.

Ricercato dalle brigate nere, molti lo credettero per tutto quel tempo sui monti coi partigiani. In realtà Il pastore non abbandono mai fisicamente il proprio gregge. Chiuso in una stanza angusta e disagevole, che ha per schermo del mondo una finestra alta un metro e larga ottanta, Egli visse sul quadrante di tre stagioni il dramma di tutto un paese; e più la forzata clausura era dura e rischiosa, più il cuore del sacerdote recluso accolse in profondità le Ispirazioni e i suggerimenti del creato, del tempo, degli uomini vicini e tuttavia lontanissimi.

L’autore del libro più “scottante” che è Stato scritto dai cattolici in Italia sotto il fascismo – Impegno con Cristo – era naturalmente sgradito ai di potenti del momento. Avrebbe dovuto e potuto fuggire molto lontano, più al sicuro che a filo dei tetti delle sua chiesa. Volle invece restare a vivere e pregare – non potendo fare di più senza rischiare inutilmente la vita – con il coloro di cui egli aveva, come parroco, la responsabilità davanti a Dio e agli uomini.

 

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