Obbedientissimo in Cristo

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Primo Mazzolari

Lettere al Vescovo

1917-1959,

1974 [Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo]

Don Primo Mazzolari (1890 – 1959) è una delle figure singolari e straordinarie del cattolicesimo italiano, cono Davide Maria Turoldo, don Zeno Saltini, don Tonino Bello, è in grado di abbattere gli steccati della cultura, della politica e della società. Scrittore di razza e conferenziere trascinante, Egli fu anzitutto un uomo di fede, un sacerdote senza cedimenti o compromessi. Pronto alla denuncia evangelica, alla protesta contro le autorità civili, pronto a schierarsi con i poveri e i perseguitati, era altrettanto sollecito ad accogliere il richiamo, e seguire “obbedientissimo” le disposizione del Vescovo.

Il volume che raccoglie le lettere di don Mazzolari ai di suoi Vescovi, inquadra la corrispondenza nelle vicende del fascismo, della guerra, della ricostruzione, rende conto dei provvedimenti romani.

Ne risulta un documento significativo per la storia civile e religiosa del nostro paese, ma soprattutto una testimonianza profetica.

Radicato nel Vangelo, don Mazzolari anticipa temi che ancora oggi sono all’ordine del giorno nella chiesa: l’ecumenismo, la tolleranza, la dimensione sociale del messaggio cristiano, la responsabilità dei laici nella Chiesa. Dalla sua Parrocchia di Bozzolo, nella bassa pianura mantovana, ancora oggi egli parla alla Chiesa e al mondo.

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Quasi una vita

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Primo Mazzolari

Lettere a Guido Astori

(1908-1958), 1974

Il volume raccoglie oltre duecento lettere di don Primo Mazzolari a don Guido Astori, l’amico più caro e fedele.

Vanno dal 1908 al 1958; coprono quindi cinquant’anni di vita, quasi una vita.

E’ una raccolta importante, essenziale, forse unica, indispensabile per conoscere l’uomo e il sacerdote Mazzolari.

Queste lettere costituiscono infatti “Quasi una vita”, un’autobiografia inconsapevole e sincerissima di don Mazzolari dagli anni del seminario fino quasi alla morte.

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Lettere al mio Parroco

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Presentazione di

Aldo Bergamaschi

 

«I “pareri di Perpetua” sono buoni quando il parroco è… don Abbondio. Occorre salvare il presbiterio calla cinta che talvolta i piccoli fedeli gli alzano intorno e che il parroco, scambiandola forse per un argine, accetta con riconoscenza. Il mio parroco, per difendersi da un mondo diverso e ostile, si è tagliato fuori dalle grandi correnti della vita. Isolandosi, ah pure isolato il “pusillus grex”, divenuto, a somiglianza del pastore, timido e scontroso.

Per uscire da quell’isolamento occorre un laicato che veramente collabori e un parroco pronto ad accoglierne in pieno l’opera».

Lettere al mio parroco è la finzione con cui don Mazzolari si mette «dall’atra parte». Si immedesima in quello che un laico vede e patisce frequentando la chiesa; e dice per lettera i problemi della parrocchia, cioè del parroco e della gente.

 

 

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Rivoluzione cristiana

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Edizione critica a cura di Fulvio De Giorgi

Questa edizione propone – per la prima volta – il testo originale di Rivoluzione cristiana. Non introduce modifiche che non siano semplici correzioni di evidenti refusi. Indica le varianti con le edizioni postume, che non furono – evidentemente – edizioni «mazzolariane» e quasi potrebbero dirsi semi-apocrife. Dal libro proibito arriviamo, finalmente, al libro ritrovato. «Anche domani, in  qualsiasi regime, il cristiano sarà all’opposizione. Due sono le opposizioni: al male, come quella di oggi verso il fascismo; a un minore bene o a un bene deficiente, per liberare e incitare le energie dell’uomo al continuo e progressivo ascendere verso forme più perfette di vita pubblica o privata ». La «rivoluzione cristiana» di Mazzolari era il paradigma ideale che non capitolava, non si arrendeva, cercava di sorreggere la tensione morale dell’impegno sociale e politico dei cristiani.

Esiste una edizione precedente pubblicata nel 1995

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