Convegno di studio

Sabato 08 aprile 2017

Sala Civica comunale – Piazza Europa, 19 – Bozzolo (MN )

Ore 9,30-13.00

CONVEGNO DI STUDIO

Don Primo Mazzolari, l’Assemblea Costituente e la Costituzione Repubblicana

Programma:

Saluto delle Autorità

Cinzia Nolli – Sindaco di Bozzolo

Don Bruno Bignami – Presidente della “Fondazione don Primo Mazzolari”

Introduzione e Presidenza – Giorgio Vecchio – docente di storia contemporanea, università di Parma – presidente del comitato scientifico della Fondazione don Primo Mazzolari

La chiesa, il mondo cattolico e la Costituzione

Francesco Malgeri – Università la Sapienza di Roma

I costituenti cattolici e l’elaborazione della Costituzione

Nicola Antonetti – Università di Parma – Presidente Istituto L. Sturzo di Roma

Don Primo Mazzolari e la Costituzione

Matteo Truffelli – Università di Parma – presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana

Read More

Diario V

Diario V    a cura di  Giorgio Vecchio

25 aprile 1945 – 31 dicembre 1950

Questo volume è una ricostruzione biografica che fa ampio ricorso a brani originali di don Primo Mazzolari, spesso inediti: corrispondenze, appunti, manoscritti vari, tracce di discorsi e prediche, articoli a stampa. Poche sono le pagine di un vero e proprio diario: l’archivio di Bozzolo conserva infatti solo «pezzi» autografi che riguardano una settimana nel 1946 e poche pagine sparse per tutti gli anni seguenti, fino al 1953.

   Si inizia con il racconto della giornata bozzolese del 25 aprile 1945 per seguire gli avvenimenti del cruciale periodo fondativo della democrazia e delle repubblica e si conclude con il 31 dicembre 1950, nel mezzo di aspre polemiche e di attacchi a don Primo e al suo giornale Adesso.

   Il volume dà spazio al Mazzolari parroco, conferenziere su temi religiosi, amico e consigliere spirituale di innumerevoli persone, osservatore attento delle più diverse realtà (il carcere, l’esperienza di Nomadelfia, la condizione religiosa del popolo italiano, l’Anno Santo). Si resta colpiti della sua poliedrica attività, soprattutto se si considera che ogni notte, dopo una giornata faticosa, egli impiegava altro tempo per rispondere alle persone che si rivolgevano a lui per un consiglio, un confronto, un suggerimento. In diverse pagine del volume questo fatto emerge con chiarezza, insieme agli sfoghi «intimi» di un uomo convinto della sua missione, intelligente e colto, ma anche sensibile e fragile nella salute.

Read More

Anteprima “Impegno” su: le parole del Papa, le visite di Sergio Mattarella e mons. Galantino

bignami-vecchio-mattarella-4mattarella-fondazione-1

 

L’ultima, in ordine di tempo, è stata la visita del Presidente della Repubblica: ma il 2016 ha riservato davvero tante occasioni e belle sorprese per la Fondazione Mazzolari e per chi abbia a cuore il messaggio di don Primo.

L’anno ricco di eventi comprende la visita, ad aprile, del segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, che a Bozzolo ha celebrato una messa a suffragio e ha fatto tappa in Fondazione. A giugno papa Francesco ha significativamente citato don Primo nel discorso di apertura del Convegno ecclesiale della diocesi di Roma, mentre a ottobre è stato pubblicato un volume di padre Leonardo Sapienza su Mazzolari (La parola ai poveri), con un messaggio autografo di Bergoglio. Sempre nel corso dell’anno la Rai ha prodotto e mandato in onda un documentario che ha tratteggiato il ruolo di Mazzolari per mettere in salvo alcune famiglie ebree durante la seconda guerra mondiale; e del prete della Bassa lombarda si è parlato, sempre sulla Rai, durante la trasmissione “A sua immagine”.

Di queste opportunità e incontri si trova traccia nelle pagine di questo numero di «Impegno».

 

L’omaggio del

Capo dello Stato

 

Circa la presenza di Sergio Mattarella a Bozzolo, l’11 novembre, è proceduto tutto come da programma: visita – con accanto il vescovo di Cremona Antonio Napolioni e il parroco don Gianni Maccalli – alla chiesa di San Pietro, dove è sepolto il sacerdote, e alla adiacente canonica, che ne conserva lo studio e alcuni effetti personali. Poi – accompagnato dal sindaco Cinzia Nolli e dal ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini – la tappa alla Fondazione Don Primo Mazzolari, accolto dal presidente don Bruno Bignami e dal presidente del Comitato scientifico della Fondazione, Giorgio Vecchio. Qui sono stati mostrati a Mattarella l’archivio e la biblioteca di Mazzolari. Dopo la visione di un filmato con una omelia dell’antico arciprete, sono stati illustrati al Capo dello Stato alcuni scambi epistolari tra Mazzolari e Moro, Zaccagnini, Dossetti, Scoppola, La Pira, Alessi (presidente della Regione Sicilia negli anni ’50).

Il paese si è animato con tanta gente ad attendere Mattarella sia davanti alla chiesa parrocchiale sia alla Fondazione. I ragazzi delle scuole sono stati capaci di vivacizzare e rendere gioiosa e sorridente una visita di tale rilevanza.

«È stato un momento di grande intensità che ha messo in luce quanto in questi decenni la Fondazione ha costruito intorno alla figura di Mazzolari»: ha osservato don Bignami. Il Presidente della Repubblica «è rimasto favorevolmente impressionato dal lavoro di custodia, di ricerca e di rilancio del messaggio mazzolariano e ci ha incoraggiato ad andare avanti». Per Bignami, «la visita che il Capo dello Stato ha chiesto di effettuare qui a Bozzolo pone in evidenza un suo debito spirituale e culturale verso don Mazzolari, sacerdote che Mattarella ebbe tra i punti di riferimento della sua formazione giovanile. Era stato lo stesso Sergio Mattarella a segnalarlo durante la sua precedente visita, che risale al 1989. Mi pare si possa ora rilevare la volontà di tornare alle radici, alle motivazioni profonde dell’impegno politico di Sergio Mattarella».

Dal canto suo Giorgio Vecchio, dopo aver messo in luce l’attenzione mostrata da Mattarella per la figura di don Mazzolari e per i documenti e i materiali conservati in Fondazione, ha affermato: «L’importanza di questa visita è fuori discussione e rappresenta una conferma, al più alto livello, di una tendenza in corso: sono infatti numerosi gli esponenti politici che visitano i luoghi mazzolariani e che chiedono di confrontarsi con il lascito spirituale, culturale e politico di don Primo». Del resto «il ruolo politico di Mazzolari è oggettivo. Naturalmente il termine “politico” va qui inteso nel senso più ampio del termine: Mazzolari infatti è stato un grande educatore politico, richiamando in infinite occasioni i valori essenziali e lo stilo dello spendersi per il bene comune». La visita di Mattarella ha così nuovamente segnalato «l’eredità politica mazzolariana, che mantiene un grande valore anche ai giorni nostri».

Una dichiarazione equivalente lo stesso Capo dello Stato ha rilasciato, sempre a Bozzolo, intervistato dalla televisione della diocesi di Cremona. Poi, prima di ripartire per Roma, Mattarella ha scritto nell’Albo degli ospiti della Fondazione: «Con grande apprezzamento per l’impegno a trasmettere l’insegnamento e il messaggio, attualissimo, di don Mazzolari e con molti auguri per il futuro».

 

Jorge Mario Bergoglio

cita don Primo

 

Si diceva, quindi, di un anno intenso per la Fondazione. In questo senso assume un valore particolare la citazione di papa Francesco. L’occasione gli è fornita, il 16 giugno, dal discorso di apertura del Convegno ecclesiale della diocesi di Roma nella basilica di San Giovanni in Laterano. Il tema del Convegno è incentrato sulla recente esortazione apostolica dedicata all’amore nella famiglia: «“La letizia dell’amore”: il cammino delle famiglie a Roma alla luce dell’esortazione apostolica Amoris laetitia».

La citazione è collocata all’interno del commento di Amoris laetitia al numero 308. Il vangelo richiede di non giudicare e di non condannare, ma di assumere la compassione verso le fragilità umane. A questo punto Bergoglio apre una parentesi per spiegare il concetto che la Chiesa non è tenuta a condannare:

 

Mi è venuta tra le mani – voi la conoscete sicuramente – l’immagine di quel capitello della basilica di Santa Maria Maddalena a Vézelay, nel sud della Francia, dove incomincia il Cammino di Santiago: da una parte c’è Giuda, impiccato, con la lingua di fuori, e dall’altra parte del capitello c’è Gesù Buon Pastore che lo porta sulle spalle, lo porta con sé. È un mistero, questo. Ma questi medievali, che insegnavano la catechesi con le figure, avevano capito il mistero di Giuda. E don Primo Mazzolari ha un bel discorso, un Giovedì Santo, su questo, un bel discorso. È un prete non di questa diocesi, ma dell’Italia. Un prete dell’Italia che ha capito bene questa complessità della logica del Vangelo. E quello che si è sporcato di più le mani è Gesù. Gesù si è sporcato di più. Non era uno “pulito”, ma andava dalla gente, tra la gente e prendeva la gente come era, non come doveva essere. Torniamo all’immagine biblica: «Ti ringrazio, Signore, perché sono dell’Azione cattolica, o di questa associazione, o della Caritas, o di questo o di quello…, e non come questi che abitano nei quartieri e sono ladri e delinquenti e…». Questo non aiuta la pastorale!

 

Il riferimento esplicito è alla celeberrima predica del giovedì santo 3 aprile 1958, quando a Bozzolo Mazzolari tiene un discorso incentrato sulla figura di Giuda (omelia recentemente pubblicata nell’agile volume, curato da B. Bignami e da G. Vecchio per i tipi delle EDB, Misericordia per Giuda). Di fronte al mistero del male e alla decisione di Giuda di vendere il Cristo per trenta denari, don Primo non si è limitato a condannare Giuda, ma ha visto rispecchiato in lui la stessa debolezza e lo stesso peccato che abita il cuore di ogni uomo. Compito di Cristo, e quindi anche della Chiesa, non è di condannare, ma di chiamare a conversione.

La citazione mazzolariana all’interno del Convegno della diocesi di Roma conferma l’avvicinamento che si è consolidato in questi anni tra il Papa venuto dalla fine del mondo e il parroco di Bozzolo. Il Papa argentino ha potuto accostare alcuni testi di Mazzolari e vi ha trovato vicinanza di sguardi e affinità spirituali. Già nel febbraio 2016, in quaresima, infatti, aveva avuto modo di riflettere che Dio vuole salvare tutti, Pilato e Giuda compresi.

Tutto ciò fa molto piacere di questi tempi alla Fondazione Mazzolari di Bozzolo e alla diocesi di Cremona. Ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, fa capire che il parroco di Bozzolo ha avuto intuizioni che solo oggi, cinquant’anni dopo il Concilio Vaticano II, possiamo assaporare come profezie. La sua sofferenza per le incomprensioni subite alla metà del secolo scorso non è stata vana. Quando si dice che il tempo è superiore allo spazio…

Read More

Convegno Mazzolariano di Trento 8-9-aprile 2016

Fondazione Don Primo Mazzolari                    Fondazione Trentina Alcide De Gasperi

Istituto storico italo-germanico in Trento     Istituto per le ricerche di storia sociale e religiosa

Dalla parrocchia alla trincea – I preti nella grande guerra

Trento, 8-9 aprile 2016

Vigilianum – Polo culturale diocesano – Via Endrici, 14

Venerdì 8 aprile, ore 15.30

Iª Sessione: Religione e guerra

 

Introduzione e saluti

Prolusione

Paolo Pombeni, Università di Bologna – Istituto storico italo-germanico

Chiesa cattolica e religione di guerra durante il primo conflitto mondiale

Daniele Menozzi, Scuola Normale Superiore di Pisa

Benedetto XV e la guerra

Maurilio Guasco, Università del Piemonte orientale

Il mondo cattolico italiano tra interventismo, neutralismo e pacifismo

Guido Formigoni, Università IULM di Milano

 

Sabato 9 aprile, ore 9.30

IIª Sessione: I preti nella grande guerra

Don Primo Mazzolari nella grande guerra

Giorgio Vecchio, Università di Parma

 

I cappellani militari al fronte tra organi informativi, censure e propaganda di guerra

Filippo M. Lovison, Pontificia Università Gregoriana

Il clero italiano al fronte: preti soldati e cappellani militari italiani

Bruno Bignami, Fondazione Don Primo Mazzolari

Il clero del Veneto e la Prima guerra mondiale

Giovanni Vian, Università Ca’ Foscari Venezia

«Frangar non flectar»: la guerra parallela di mons. Celestino Endrici

Marco Odorizzi, Università di Trento

Read More

Impegno

Anno 6, n ° 2 – Dicembre 1995

Editoriale:

  • Città dell’uomo o «Civitas Diaboli?»

Studi Analisi Contributi:

  • Vincenzo Viva – Ministero sacerdotale e figura del prete nel pensiero e nell’esempio di Mazzolari.
  • Gianluigi Gugliermetto – «Allontanamento e ritorno »nel rapporto con il padre.

Testimonianze:

  • Mons. Loris Capovilla – Alimentiamo le lampade accese da don Primo.
  • Aldo Bergamaschi – Mettiamoci sulla strada del cristianesimo autentico.

In memoria:

  • Ricordo di Mario Miglioli

RIEDIZIONI:

  • Aldo Bergamaschi – Introduzione: Della fede – della Tolleranza – della Speranza.
  • La parola che non passa.

Scaffale.

I fatti del giorno.

Read More