Il Samaritano – Elevazione per gli uomini del nostro tempo

il.samaritano

Edizione critica a cura di

Bruno Bignami


Con Il Samaritano, pubblicato nel 1938, Mazzolari inizia ufficialmente il suo “Cristianesimo sociale”.

La strada rappresenta la vita. Sulla Gerusalemme-Gerico si assisté al dramma e al racconto di un lieto fine. Un percorso accidentato che conosce assieme la tragedia dell’umiliazione umana, l’insignificanza di una fede che va «oltre» e guarda «altrove» e la salvezza celebrata da gesti di profonda umanità. Agli occhi di don Primo la parabola evangelica del Samaritano e una sintesi della vita stessa. L’ambientazione stradale rimanda alla vita, dove gli incontri conoscono la tensione del conflitto e Il valore della salvezza inattesa, la delusione per la dignità perduta e la bellezza della condivisione, la tristezza del non riconoscimento e la scommessa della solidarietà. Il viandante fa l’esperienza radicale dell’alterità. Ogni uomo mette in campo se stesso. Sulla strada è impossibile barare, tirarsi fuori… L’incontro con l’altro è già giudizio sul proprio operato e sulla coerenza della fede. Anzi, per il cristiano è qualcosa in più: prova di incarnazione. Il chinarsi del Samaritano sulle ferite del malcapitato è assumere il modo con cui Cristo ha condiviso l’umanità.

 

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