Don Primo Mazzolari, Brescia e i bresciani

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di Anselmo Palini

 

A cinquant’anni dalla morte del parroco di Bozzolo una ricostruzione dei suoi rapporti con Brescia e provincia

Il territorio che ha visto maggiormente la presenza di don Primo Mazzolari è stato, dopo il cremonese, certamente quello bresciano: don Primo è infatti intervenuto numerose volte nella nostra città e in vari paesi della provincia (Verolanuova, Gussago, Edolo, Breno, Gambara, Pontevico, Manerbio, Montichiari, Bagnolo Mella, Palazzolo, Verolavecchia, Chiari, Travagliato…) per esercizi, quarantore, predicazioni, interventi su tematiche politiche e di attualità. A Brescia don Mazzolari aveva alcuni dei suoi più cari amici e sicuramente molte persone che seguivano con interesse, partecipazione e trepidazione la sua attività: da Stefano Bazoli, Andrea Trebeschi e Pietro Cenini ai padri filippini della Pace, in particolare padre Bevilacqua, padre Manziana e padre Acchiappati; dalle canossiane alla famiglia Tosana di via Moretto; da don Giovanni Barchi, parroco di Gambara, a mons. Giorgio Bazzani, parroco di Gussago; dalla famiglia di Ludovico Montini a don Ferruccio Scalmana, parroco di Bagnolo Mella; da don Guido Astori di Carpenedolo a don Stefano Regazzoli arciprete di Breno e molti altri ancora. A Brescia don Mazzolari ha potuto pubblicare le sue prime opere, grazie a Vittorio Gatti, un coraggioso libraio-editore indipendente. Il presente lavoro prende in esame, in modo necessariamente sintetico, tutti questi rapporti. È un doveroso omaggio a don Primo a cinquant’anni dalla sua morte.

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