Discorsi

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a cura di:

Paolo Trionfini

La partecipazione alle ansie di rinnovamento ecclesiale negli anni del modernismo, lo slancio con cui visse il dibattito sull’interventismo nella prima guerra mondiale, l’opposizione manifestata nei confronti della dittatura fascista, il coinvolgimento nella Resistenza, la ricerca del dialogo con i «lontani» nel secondo dopoguerra, l’impegno per la promozione di una cultura della pace, sono stati i registri principali attraverso i quali la biografia di Mazzolari è stata filtrata prima dal «sentire comune» dei suoi contemporanei, poi nella riflessione più meditata degli studiosi.

La raccolta di Discorsi, qui proposta in un’edizione arricchita, riveduta e criticamente commentata, offre un tassello prezioso per addentrarsi anche negli aspetti rimasti in ombra, come ad esempio i tratti collegati direttamente al suo ufficio sacerdotale: guidare la comunità parrocchiale, presiedere le funzioni liturgiche, accompagnare i fedeli nella conoscenza della Scrittura, in un momento storico segnato da intrecci profondi tra piano religioso e piano civile.

«Chi l’ha conosciuto, chi l’ha sentito predicare non può dimenticare il modo della sua vibrazione, l’intensità dello sguardo, quello straordinario impasto fra sguardo e parola con cui vi raggiungeva di sorpresa e vi toccava» (Calo Bo).

«Ci sono tre cose che la Chiesa difende in questo momento: la libertà, la pace, i poveri».

«Adesso voi potete giudicare, o miei cari amici, se io sono colui che ha buttato giù il ponte o colui che ogni giorno cerca di ricostruirlo».

Il volume riporta 129 testi pronunciati in un arco temporale che – con l’eccezione del saluto rivolto nel 1915 alla prima messa di un confratello bresciano – si dipana dal 1932, con l’omelia di ingresso a Bozzolo nelle due parrocchie riunificate, al 1959, quando, poche settimane prima di morire, fu chiamato a commentare il Vamgelo del lunedì di Pasqua davanti alla propria gente, che avvertiva in lui palpabilmente i segni della logorante stanchezza.

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