Viaggio in Sicilia

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“Se si muove la terra si muove la Sicilia. Il resto è solo vaniloquio”.

Don Primo Mazzolari fu in Sicilia nel 1952, a qualche anno di distanza dall’epoca contadina per la terra, e subito dopo gli inizi di quella riforma agraria che avrebbe dovuto incamerane le grandi istanze. Venne in Sicilia da prete, da cattolico popolare impegnato nella questione sociale, e soprattutto da parroco contadino della Val Padana. Ed è il contadino padano che osserva, si pone domande, avanza proposte, in questo libretto, Viaggio in Sicilia, reportage di denuncia e proposta di governo della modernizzazione, al suo apparire rientrò, spiccando per autorevolezza morale, tra le molte voci (allora un vero coro, diremmo oggi, “trasversale”, perché raggruppava le diverse forze, e i migliori in queste) che animavano il meridionalismo incentrato sulla promozione civile e sociale del mondo contadino. Oggi documenta di una tra tante buone volontà frustrate, di una ragionevolezza presto confusa, di un sogno realizzabile sprecato. E alimenta la domanda, prima morale storica, del perché le cose dovettero andare come sono andate.

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